Erratici. Disperse e altre poesie 1937-2011

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L’esplorazione dell’archivio privato in cui il poeta spesso teneva traccia o a volte copia delle sue pubblicazioni occasionali, assieme alla esplorazione sistematica di annate di quotidiani e riviste, ha infatti consentito di espanderne il corpus di un centinaio di poesie, da quelle adolescenziali risalenti agli anni del liceo (1937-38), improntate a un sostanziale pascolismo psicologico, ai versi di impostazione civile (1946) legati agli eventi della Resistenza. Se le poesie successive delineano l’evolversi dell’esperienza poetica zanzottiana fino a quel primo acuminato vertice toccato da Vocativo, quelle degli anni Sessanta ne dilatano l’orizzonte del sapere e del dire tra classicismo, caustica ironia e inclinazione sperimentale, proiettandosi verso i grandi esiti di La Beltà. Ed eccoci poi alle prime e già mature ricognizioni in versi sul dialetto (precedenti l’edizione del poemetto Filò e la composizione dei testi per il Casanova di Federico Fellini), fino alle prove quanto mai varie degli ultimi decenni, quando il soggetto lirico zanzottiano «si diffrange identificandosi con gli enti minimali del paesaggio», o con gli indizi del suo «”accadere” nella pagina, esitante tra silenzi e “promesse” di senso» (Francesco Carbognin). Siamo già nel pieno della stagione lirica inaugurata dal Galateo in Bosco, cui fanno da contrappunto i sorprendenti sonetti, gli epigrammi e le poesie a tema erotico degli ultimi anni. Questi erratici – in geologia: blocchi di roccia trascinati a valle dai ghiacciai – ci invitano a ripercorrere, per sentieri a tutt’oggi inesplorati, l’itinerario di un assoluto protagonista della nostra poesia – della nostra cultura tout court – tra secondo Novecento e albori del nuovo millennio.

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COD: 9788804743118 Categoria:

Descrizione

L’esplorazione dell’archivio privato in cui il poeta spesso teneva traccia o a volte copia delle sue pubblicazioni occasionali, assieme alla esplorazione sistematica di annate di quotidiani e riviste, ha infatti consentito di espanderne il corpus di un centinaio di poesie, da quelle adolescenziali risalenti agli anni del liceo (1937-38), improntate a un sostanziale pascolismo psicologico, ai versi di impostazione civile (1946) legati agli eventi della Resistenza. Se le poesie successive delineano l’evolversi dell’esperienza poetica zanzottiana fino a quel primo acuminato vertice toccato da Vocativo, quelle degli anni Sessanta ne dilatano l’orizzonte del sapere e del dire tra classicismo, caustica ironia e inclinazione sperimentale, proiettandosi verso i grandi esiti di La Beltà. Ed eccoci poi alle prime e già mature ricognizioni in versi sul dialetto (precedenti l’edizione del poemetto Filò e la composizione dei testi per il Casanova di Federico Fellini), fino alle prove quanto mai varie degli ultimi decenni, quando il soggetto lirico zanzottiano «si diffrange identificandosi con gli enti minimali del paesaggio», o con gli indizi del suo «”accadere” nella pagina, esitante tra silenzi e “promesse” di senso» (Francesco Carbognin). Siamo già nel pieno della stagione lirica inaugurata dal Galateo in Bosco, cui fanno da contrappunto i sorprendenti sonetti, gli epigrammi e le poesie a tema erotico degli ultimi anni. Questi erratici – in geologia: blocchi di roccia trascinati a valle dai ghiacciai – ci invitano a ripercorrere, per sentieri a tutt’oggi inesplorati, l’itinerario di un assoluto protagonista della nostra poesia – della nostra cultura tout court – tra secondo Novecento e albori del nuovo millennio.

Informazioni aggiuntive

Titolo

Erratici. Disperse e altre poesie 1937-2011

Autore

Andrea Zanzotto

Editore/Marca

Mondadori

ISBN

9788804743118

Anno di pubblicazione

2021